Il Signor Quindicigiugno


Ma cosa diamine è?
Concettoso eserciziario di trasfigurazione della realtà per beneficio narrativo.

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30/03/2007
 

postato da zapotek | 05:46 | commenti


14/07/2004
 

Il suo sguardo si posò per un attimo su un ciottolo azzurro in bilico sul marciapiede. Dopo qualche secondo, con voce impastata come un brusco risveglio, cominciò a mormorare qualcosa...

"Il mare. Già. Il mare. Perchè avverrà, infine. Così che quando cesserà il turno il sole ritirando le ali rosse d'attorno e d'oltre sul margine del crepuscolo nautico dove cielo e mare si indistinguono - e come quell'attimo sarà come attimo irreparabile e altro - io siederò sul molo nuovo di zecca ad allungare i miei larghi larghissimi sensi senza più interferenze. Avvertirò tutta quella terra immersa e andata, tutta quella massa sotto non incapace di fermentare, le strade che non portavano a niente, le casettine, tutta quella gente - la mia, gente - cui la compressione teneva a fondo i sogni".

postato da zapotek | 21:06 | commenti (1)


15/06/2004
 

"Cough, cough... cosa volete sapere da me?"

postato da zapotek | 16:52 | commenti


14/06/2004
 

Antefatto

Il Signor Q. riaprì faticosamente le palpebre. Alzò gli occhi, riverso di fianco sull'asfalto bollente. Non ricordava più nulla di sè. Solo un foglietto, nella tasca posteriore sinistra dei pantaloni. Frase quasi illeggibile, scritta di fretta con biro rossa.

Vorresti amore, forse?

postato da zapotek | 17:50 | commenti (1)